Il gioco non è solo divertimento: è il primo, fondamentale linguaggio dei bambini. Attraverso il gioco, infatti, i più piccoli scoprono il mondo, sviluppano competenze, imparano a relazionarsi e costruiscono l’immagine di sé.
Ma non tutti i giochi sono adatti a tutte le età. Ogni fase dello sviluppo ha bisogni, modalità e ritmi specifici, come emerge anche da numerosi studi sullo sviluppo infantile.

1-3 anni: esplorazione, sensi e primi simboli

In questa fase il bambino vive il gioco attraverso il corpo: tocca, afferra, lancia, riempie e svuota contenitori.
In altre parole, è dominata dai giochi senso-motori e dalle prime forme di imitazione.

Cosa amano fare i bambini in questa età?
  • Mettere e togliere oggetti dai contenitori
  • Costruire e distruggere torri (esperienza importantissima per l’Io)
  • Battere gli oggetti per ascoltare suoni e scaricare tensioni
  • Imitare gesti degli adulti
  • Giocare accanto agli altri bambini senza interazione (gioco parallelo)
Perché è importante?

Queste attività favoriscono:

  • la conoscenza del corpo
  • lo sviluppo della coordinazione
  • le prime forme di autonomia
  • la gestione delle emozioni (anche quelle difficili)

3-6 anni: immaginazione, ruoli e gioco simbolico

Dai tre anni il gioco cambia profondamente: entra in scena la fantasia.
Il bambino inizia a rappresentare il mondo interno attraverso oggetti, storie e ruoli. È il periodo d’oro del gioco simbolico, come il “fare finta di” fare il dottore, il cuoco, il genitore o l’esploratore.

Cosa emerge in questa fase?
  • Giochi di finzione e di ruolo
  • Interazioni più complesse con i pari
  • Comparsa degli “oggetti immaginati” (compagno immaginario)
  • Prime forme di competizione sociale
  • Capacità di inventare storie, scenari, regole flessibili
Perché è importante?

Il gioco simbolico aiuta il bambino a:

  • elaborare emozioni e vissuti
  • sviluppare empatia e linguaggio
  • sperimentare ruoli sociali
  • rafforzare l’identità
  • esercitare fantasia e creatività

6-9 anni: regole, gruppo e competenze

Con l’ingresso nella scuola primaria il bambino diventa più consapevole di sé e degli altri.
Il gioco si sposta gradualmente dal play (creazione libera) al game (gioco con regole), come descritto sia da Anna Freud sia da Piaget.

Cosa caratterizza questa età?
  • Giochi strutturati con regole chiare
  • Competizione sana (da distinguere dalla rivalità)
  • Giochi di squadra e attività cooperative
  • Interesse crescente per sfide logiche, costruzioni complesse, sport
  • Maggiore controllo emotivo e motorio
Perché è importante?

Questi giochi permettono di sviluppare:

  • capacità sociali e rispetto delle regole
  • gestione della frustrazione
  • spirito di iniziativa e problem solving
  • autonomia e autostima
  • coordinazione e abilità motorie complesse

Perché conoscere queste fasi è utile anche all’interno di un parco giochi?

Per realtà come Dipark, progettare spazi ludici significa creare ambienti che rispondono ai bisogni reali dei bambini nelle diverse età:

  • aree morbide e sensoriali per i più piccoli
  • zone simboliche o creative per chi ha 3-6 anni
  • percorsi, sfide, giochi di gruppo e attività sportive per i più grandi

Spazi pensati correttamente permettono ad ogni bambino di crescere, esplorare, mettersi in gioco in sicurezza, e soprattutto… di divertirsi davvero.

Il gioco secondo l’età: come cambia dai 1 ai 9 anni!

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